Anche la famiglia reale inglese ha scelto l'eccellenza italiana del metodo Montessori.
In una scuola di Norfolk, in Inghilterra, il principino George segue già le orme del padre e dello zio, i principi William e Harry, e di molti talenti innovativi: dai fondatori di Google, Microsoft, Amazon e Wikipedia, - la 'Montessori Mafia,' l'aveva chiamata il Wall Street Journal - al premio Nobel per la letteratura Gabriel Garcia Marquez e persino P. Diddy, il rapper.
Sviluppato agli inizi del Novecento dall'educatrice, scienziata e primo medico donna italiano Maria Montessori, l'approccio didattico fondato sulla centralità dell'autonomia del bambino ha da allora trovato grande apprezzamento e crescente diffusione in tutto il mondo. Ma, paradossalmente, non in Italia.
Si stima esistano circa 60mila scuole, a livello internazionale: 4500 negli Stati Uniti, 800 nel Regno Unito, oltre 1100 in Germania e nei Paesi Bassi, addirittura, un terzo delle scuole pubbliche sarebbero a indirizzo Montessoriano. Nel nostro paese, invece, queste non superano le 200.
Peccato però che in Italia le scuole Montessori "registrate" sono 137, circa 2 ogni 900mila abitanti; il centro Italia - Umbria e Marche in testa - ne ospitano una buona parte. Si tratta soprattutto di Nidi e materne, mentre medie e superiori sono ancora meno.